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domenica 30 aprile 2017

L'inevitabile alterazione? (parte 1)

A partire da questo post, pubblico una serie d'interventi che testimoniano come, oramai, nel campo del Cristianesimo (Cattolicesimo e Ortodossia) stanno innescandosi processi di alterazione e di difesa. 
Non condivido necessariamente tutto quello che pubblico ma ne registro l'esistenza come farebbe un buono storico. Altrove ho già notato qualcosa di simile ad un processo degenerativo nel Cristianesimo, processo mosso da alcuni alti vertici i quali, coscienti o meno, pongono atti o scritti ufficiali tali da creare non poca confusione tra i fedeli.
In quest'intervento, ho trascritto qualche passo  da una conferenza il cui relatore, padre Paul Kramer [1], conclude senza mezzi termini: papa Francesco è ateo. 
Questo papa, che non mi ha mai entusiasmato, viene dunque qualificato ateo. 
Se le cose stanno proprio così, non attenderemo molto a notare forti conseguenze e ripercussioni, cose che stanno già iniziando a moltiplicarsi. Infatti si stanno creando forti reazioni e polarizzazioni, situazioni che, guarda caso, oggi caratterizzano pure il mondo ortodosso, seppur in altra modalità. Lo vedremo nei prossimi post.
Che ci sia qualcuno, non cristiano, il quale, disponendo di grandi mezzi finanziari, sta iniziando ad attaccare e confondere il Cristianesimo servendosi dell'influenza di alcuni suoi alti gerarchi mossi da lui come marionette? Sempre più persone se lo stanno chiedendo. 

Nella Chiesa in sé per sé, non esiste alcuna defezione. Non si parla [mai] di “defezione”. Sant'Atansio disse che anche se tutti i fedeli di Cristo fossero ridotti ad un pugno di persone, ci sarebbe comunque una vera Chiesa di Gesù Cristo.

A colui che viene eletto papa e che è apparentemente tale, ma che in realtà è senza fede, ossia è un infedele totale, a lui si applicano le parole di papa Innocenzo III: “Egli dev'essere gettato via, costui dev'essere condannato dalle sue stesse parole”.

Prima di tutto questo papa [Francesco] afferma che il Dio dei cristiani perdona coloro che non credono e che non cercano la fede [2]. La misericordia di Dio non avrebbe limiti se chi chiede pietà lo fa in contrizione e con cuore sincero, quindi il problema, per chi non crede in Dio, è solo quello di obbedire alla propria coscienza.

Ora, questo è un insegnamento assurdo. Prima di tutto, se non si crede in Dio, non si ha fede, come puoi chiedere misericordia ed essere contrito con cuore sincero se non Gli credi. Questa è l'assurdità del pensiero dell'uomo.

In questo caso, le parole-chiave da notare sono “coloro che non credono e che non cercano la fede”. Queste sono le parole di papa Bergoglio. Dio li perdona? Bergoglio dice che la misericordia di Dio non ha limiti. Il problema, per chi non crede in Dio, è solo quello di obbedire alla propria coscienza. La bontà o la malvagità del nostro comportamento dipendono da questa decisione.

Così, la bontà o la malizia del nostro comportamento non dipendono dal fatto che si violi o meno la legge di Dio, che si obbedisca alle sue leggi, che si faccia ciò che è oggettivamente giusto o oggettivamente sbagliato. No! Secondo papa Bergoglio, la bontà o la malvagità del nostro comportamento, dipende dalla nostra decisione di obbedire o meno alla nostra coscienza.

La legge di Dio non conta più, la salvezza non dipende più dall'obbedienza alla legge di Dio, dipende solo dall'obbedienza alla nostra coscienza, indipendentemente dal fatto che la nostra coscienza sia in accordo con la legge di Dio oppure no. Questo non importa più. Bergoglio afferma con inequivocabile chiarezza che una persona priva di fede può ottenere il perdono di Dio obbedendo alla propria coscienza. Per Bergoglio, quindi, la coscienza è autonoma e allora che dire dei comandamenti di Dio “tu farai, tu non farai”?

Purtroppo i contenuti dei comandamenti divini non si applicano alla religione di papa Bergoglio: è sufficiente fare ciò che pensiamo sia giusto ed evitare ciò che pensiamo sia sbagliato. Anche se non credi in Dio, fintanto che farai ciò che pensi sia giusto, sarai salvato e i tuoi peccati saranno perdonati. L'economia della salvezza, secondo Bergoglio, ci dispensa completamente da un qualsiasi bisogno di fede. Non c'è bisogno di alcun tipo di fede nella religione di Bergoglio. Nessuno può dire alla tua coscienza cosa deve o non deve fare; fa' ciò che pensi sia giusto, evita ciò che pensi sia sbagliato. Non hai nemmeno bisogno di credere in Dio: basta fare ciò che pensi sia giusto. Questa è la religione di Bergoglio: è quanto di più lontano dal Cristianesimo vi possa essere, è come il Cielo lo è dall'Inferno.

La religione di Bergoglio non è il Cattolicesimo, è una religione massonica. Si tratta della dottrina massonica della peggior specie. La massoneria ottenne tale dottrina dallo gnosticismo il quale a sua volta trasse la propria dottrina dall'antico paganesimo. È per questo che li chiamavano “antichi misteri”; sono gli antichi misteri del paganesimo.

Il suo credo è sostanzialmente identico a quello del libero pensatore illuminista e ateo [3] lord Shaftesbury (1671-1713). Gli articoli attinenti al credo religioso di lord Shaftesbury sono pochi e semplici ma scritti con una convinzione ed un entusiasmo incredibili. Permettetemi di riassumere brevemente questo credo che è la fede in un solo Dio il cui attributo più caratteristico è la benevolenza universale.

Il governo morale dell'universo è il futuro stato dell'uomo che sopperiscono all'imperfezione e riparano le diseguaglianze della vita attuale”, sono parole prese direttamente da wikipedia. Una volta avevo la formulazione completa, con le parole usate dallo stesso Shaftesbury ma si trattava di due volumi della monumentale opera di padre Cornelio Fabbro, “Introduzione all'ateismo moderno”. Purtroppo i miei libri sono finiti da qualche parte in una biblioteca delle Filippine e non li ho più con me.

Tuttavia, questo riassume concisamente la dottrina di Shaftesbury. La sua dottrina morale è quella del senso morale e il principio di base del senso morale è che la distinzione tra giusto e sbagliato è insita nella natura umana. Tuttavia, la moralità è distinta dalla teologia e qui arriviamo al cuore della dottrina di Bergoglio. La morale si distingue dalla teologia!

Un paio di settimane fa il cardinale Robert Sarah ha sottolineato che tutto questo è eresia. Ha avvertito Bergoglio che la Chiesa d'Africa non accetterà questo suo errore. Ha detto che si tratta di un'eresia e che non si può prendere la dottrina del magistero della Chiesa e metterla in una scatoletta per poi fare tutt'altro nella pratica pastorale della Chiesa. Eppure, questa è la dottrina di Shaftesbury che poi è pure la dottrina di Giorgio Bergoglio.

La moralità si distingue dalla teologia, ossia le qualità morali di un'azione sono determinate a prescindere dalla volontà di Dio. Quando papa Bergoglio se n'è uscito con questo sfogo di totale mancanza di fede, ciò costituisce la prova provata, al di là di ogni ragionevole dubbio, che costui non ha assolutamente fede.

Coloro che difendono ciecamente la “Chiesa del Vaticano II” affermando che in realtà lo stiamo citando erroneamente o che sia stato Scalfari ad aver manipolato le sue parole per indicare qualcosa di diverso da quello che voleva dire realmente il papa, dicono solo un mucchio di sciocchezze.

Prima del suo arrivo in Vaticano e prima ancora di farsi chiamare Francesco, come arcivescovo di Buenos Aires, scrisse a quattro mani un libro con un rabbino di nome Skorka e in quel libro dice esattamente la stessa cosa.

Cerchiamo, quindi, di non illuderci: non è stato l'ateo Scalfari ad aver travisato il pensiero di Bergoglio. È proprio così che la pensa il papa. Si tratta dell'essenza stessa di apostasia, cioè la mancanza di fede più assoluta, stiamo parlando di un uomo assolutamente senza fede, che predica una religione senza fede.


NOTE

[1] La conferenza di questo sacerdote cattolico è disponibile qui. Da quest'intera conferenza è stato trascritto il testo dal min. 39,49 al min. 47,57. Questo sacerdote, contrariamente a quanto alcuni possano pensare, non appartiene ai tradizionalisti cattolici. Ha, semmai, un atteggiamento critico verso il profondo secolarismo che sta caratterizzando il Cattolicesimo odierno. Conosce un certo seguito negli Stati Uniti d'America.

[2] Il conferenziere fa riferimento al dialogo avvenuto qualche anno fa tra Eugenio Scalfari, direttore di Repubblica, e papa Francesco Bergoglio. Da questo dialogo è pure uscito un libro (vedi qui).

[3] In realtà, lord Shaftesbury non era propriamente ateo ma un filosofo teistico che prescindeva dalle basi della rivelazione cristiana. Per un iniziale approfondimento sul suo pensiero, vedi qui.

1 commento:

  1. Coclusione:la massima autorità della Chiesa cattolica è un astuto ingannatore che non ha un barlume di fede nel Cristo figlio di Dio (di cui Bergoglio dovrebbe essere il vicario)...ma, non si è ancora accorto che non incanta più nessuno e che all'angelus la piazza è mezza vuota (così come le chiese e i confessionali), per non parlare del crollo dell'ottoxmille...

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