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venerdì 12 maggio 2017

Documentazione critica sul Concilio ortodosso di Creta

Segnalo un libro di recente uscita sul Concilio ortodosso di Creta (20-25 giugno 2016) nel quale sono contenuti quattro testi critici su quest'evento.
I testi, tradotti dall'inglese, presentano un punto di vista strettamente esclusivista, seguendo la tradizione patristica e canonica della Chiesa ortodossa. Come sono noti i rilievi ampiamente  positivi su quest'evento conciliare, così sono quasi totalmente ignorate le sue critiche, sollevate ben prima della sua celebrazione. Con questa pubblicazione non si vogliono assolutamente aprire polemiche (il lettore cattolico noterà un linguaggio che non è particolarmente "ecumenico") ma capire le idee di chi dissente perché non è possibile alcuna storia oggettiva senz'aver sentito tutte le parti in causa. Si scoprirà, così, che il cuore del dibattito ruota tutto sull' "inclusione" e l' "esclusione". Il Cristianesimo, partendo dalle sue fonti, può permettersi d'essere inclusivo e, se sì, fino a che punto? Un tema particolarmente interessante per i nostri giorni.

Il libro è in vendita qui e di esso, probabilmente, riporterò in questo blog la presentazione.

3 commenti:

  1. OT. Sul blog Croce-via è pubblicato un post in tema di Grazia, pre-destinazione e salvezza, intitolato "Arminianesimo: un’antica eresia fin troppo moderna". Ne è risultata una lunga discussione che, però, ha interessato le diverse visioni dell'occidente cristiano (cattoliche e protestanti). In merito, quale è la posizione dell'Ortodossia?

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  2. Il tema della Grazia nella prospettiva della Chiesa ortodossa richiederebbe una lunga risposta che certamente non è possibile dare in un commento. Innanzitutto, nella visione antica (che in Oriente si vuole conservare), la Grazia non è nemica della libertà umana o, in qualche modo, antagonista. Essa realizza la libertà umana nel senso più elevato. I temi come la "predestinazione", non sono quindi un assillo e non rientrano nella mentalità orientale in genere. L'approccio alla Grazia è, poi, differenziato essendo essa concepita come l'energia dello Spirito santo, dunque di natura perfettamente divina, non creatura ma realtà increata. Ciò implica un'attitudine sperimentale da parte umana, poiché la Grazia si fa riconoscere. Se il fine dell'esistenza umana è acquisire lo Spirito santo, come dice san Serafin di Sarov, si può dire che è pure acquisire la Grazia divina ed abitare in essa, in un progresso senza limiti e nella lotta costante contro le proprie passioni che "bucano" il vaso di coccio che siamo noi facendo defluire la Grazia dalla propria interiorità, come l'acqua defluisce da un contenitore fesso. La lotta alle passioni è, dunque, una "conditio sine qua non" per l'ottenimento e la fruizione della Grazia.

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  3. Il libro da me segnalato riporta un paio di testi che ho già pubblicato in questo blog ma rivisti e corretti. I testi qui pubblicati, infatti, essendo fatti celermente possono avere qualche piccola possibile incongruenza della quale chiedo scusa al lettore.

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